Nina succhia con avidità il latte
Nella foto Nina succhia il latte. Le piace molto

Il 16 agosto del 2021, Massimo viene a casa con una piccola scatola in mano, porgendomela, dice: << Tieni, portala in casa. Ci penso io non ti devi preoccupare.>>. Con sospetto guardo dentro e sopra un pigiama azzurro di flanella c'è un piccolo animale tutto scuro. Subito penso a un topo e reagisco con ribrezzo: << Ma cosa mi hai portato a casa...!!>>. Massimo ride compiaciuto e non risponde alla mia esclamazione. Alla fine mi decido di osservare con più attenzione e mi accorgo che si tratta di un piccolo gattino con gli occhi  ancora chiusi  e il cordone ombelicale rinsecchito attaccato al suo piccolo pancino.
Mi rendo conto che per sopravvivere ha bisogno di essere allattato più volte nell'arco della giornata, non solo, ma è necessario provvedere all'acquisto di latte in polvere per gattini appena nati nonché ad un biberon. Sfogliando diverse pagine web, scopro che gattini così piccoli rischiano di morire di ipotermia così mi pongo il problema di creare una dimora adeguata alle sue esigenze. Mi procuro uno scatolone robusto sufficientemente capiente e dentro metto sul fondo due borse di acqua molto calda che ricopro con un panno morbido. 
Altra informazione importante è relativa alla stimolazione dell'apparato di evacuazione di urine e feci. Mamma gatta lecca i suoi gattini per stimolare queste funzioni fisiologiche, per cui capisco che anch'io dovrò trasformarmi in una madre gatta massaggiando il suo culetto.
Ha inizio così l'avventura: ogni tre ore preparo il biberon con latte tiepido che Nina ( scopro infatti che è una gattina di sesso femminile) succhia
avidamente, e i relativi massaggi all'apparato anale.

 

 

Nelle foto Nina ha già un mese di vita, quando è arrivata era molto più piccola. I primi 40 giorni sono stati molto faticosi: stare sveglia fino a tardi per somministrare l’ultima poppata, oppure svegliarsi verso le 4 del mattino per iniziare un nuovo giorno di cibo e coccole. In questa impresa mi ha aiutato Massimo e Giulia quando si decideva di trascorre un giorno al mare. Altro problema che si è dovuto affrontare è stata la sua stitichezza. Leggendo in alcune pagine web, tra i diversi consigli offerti da veterinari per allevare un gatto di pochi giorni di vita, vi era anche il suggerimento di far evacuare il gatto ad ogni poppata. Ciò non si verificava con Nina, e così mi sono rivolta al veterinario di fiducia che mi ha consigliato di somministrare alcune gocce di olio di vasellina. Il problema della stitichezza si è risolto in maniera definitiva nel momento in cui Nina era libera di scorrazzare per la cucina e di procedere ai suoi bisogni fisiologici utilizzando la lettiera. Infatti quando Nina ha raggiunto quasi i 40 giorni di vita, non ne voleva più saper di essere relegata dentro allo scatolone ed ha iniziato ad uscire arrampicandosi sulle pareti per poi cadere sul pavimento. Così per evitare che si facesse male ho deciso di eliminare questa prima dimora e ho provveduto a crearle una cuccia da cui poteva scendere e salire senza problemi. Ben presto Nina ha allargato i suoi spazi di gioco e di esplorazione, fino ad uscire in giardino dove giocava felice con le foglie secche cadute dall’albero.

In questa foto Nina ha 5 mesi  In questa foto Nina tormenta gli altri due gatti: vorrebbe giocare

Passano i mesi, a febbraio prendo appuntamento dal veterinario per sterilizzarla, Massimo e Giulia sono contrari e vorrebbero che Nina diventasse mamma. Così distico l’appuntamento e dopo una settimana Nina rimane incinta. Mi faceva impressione vedere una gattina così minuscola con un pancione enorme e secondo me avrebbe partorito sei gattini e così fu. Il 20 aprile del 2022 Nina dà al mondo sei splendidi gattini: cinque con la pelliccia rossa e una con pelo grigio fumé. Tutto sembrava andare per il meglio, ma dopo alcuni giorni dal parto, Nina inizia a stare male: un virus o un battere colpisce l’apparato digerente dando origine a una forte gastroenterite. È iniziato un vero e proprio calvario per noi ma soprattutto per Nina. Mi sono recata immediatamente alla clinica veterinaria di Suzzara dove hanno proceduto a idratarla con flebo. Lo stesso giorno di notte io e Giulia ci siamo recate alla clinica veterinaria di Levata dove è stata di nuovo idratata con flebo e in aggiunta la dottoressa ha individuato un antibiotico che le abbiamo somministrato per ben 5 giorni. Dei sei gattini ne rimangono solo tre. 

Ecco i tre gattini rimasti

Giocano sul letto ed iniziano ad esplorare il mondo

Gelsomina sembra una certosina

 

Sembra che tutto vada per il meglio, ma purtroppo verso metà maggio uno dei gattini rossi prende la scossa: la punta della lingua è andata in necrosi e così anche la mandibola. Grazie all'aiuto del veterinario di Poggio Rusco, la dottoressa Donatella e della sua collaboratrice, riesco a salvarlo: ha subito due interventi che sono andati a buon fine. Handy, lo abbiamo chiamato così, riesce a mangiare da solo, è molto vivace e gioca fino allo sfinimento con i suoi fratelli, in modo particolare con sua sorella Gelsomina. Leo, invece, tende a dormire e a mangiare molto infatti rispetto ai suoi due fratelli è un po' più calmo ed è forse per questo motivo che è anche più ciccione.

 

Questo

 

Questo è Handy che gironzola sul letto

Questa è Gelsomina 

Il 12 luglio avrei dovuto portarli tutti e tre per procedere alla vaccinazione, ma Handy e Gelsomina scompaiono: non sono più riuscita a trovarli, non so che fine abbiano fatto, mi auguro che qualcuno li abbia trovati e che ora vivano felici presso qualche famiglia.

Mi è rimasto Leo e sua madre Nina. 

Ecco Leo, è più pesante di sua madre, ancora adesso cerca le coccole di Nina che reagisce aggredendolo. Sembra quasi che gli voglia insegnare a difendersi. Leo è molto affettuoso e vivace

Questa è Nina dopo un anno di sventure. Ha mantenuto il suo carattere aggressivo: puoi accarezzarla solo se lo decide lei.